>

Nicoletta Di Bello - AdaConcettaMarocco

Vai ai contenuti

Menu principale:

Da "L'Attualità" (Febbraio  2002)
periodico mensile di società e cultura fondato e diretto da
Cosmo Sallustio Salvemini.
 
                      
 
Ada Concetta Marocco rivisita attraverso le novelle di Pirandello, la Sicilia   di  fine '800 inizio
'900 in un quadro storico in  cui l'industrializzazione  prendeva il  sopravvento,   spazzando  via  i
valori, con l'illusione di un imminente benessere. Pirandello  si  dedica  alle sue opere, negli  anni
in cui la realtà siciliana è in piena crisi, dopo la speranza di un nuovo avvenire. I  personaggi delle
novelle, che animano i paesaggi di Girgenti (attuale Agrigento), luogo natio dello  scrittore, vanno
avanti nelle loro esistenza, districandosi tra pregiudizi e  consuetudini,  vivendo  un'esistenza  fatta 
di amarezza. Nelle varie figure echeggia il contrasto tra il  reale e  l'ideale, dove la  relatività della 
realtà acuisce profondi turbamenti. La scrittrice inizia una raccolta intitolata "La Sicilia di Pirandello
(scandaglio storico sociale)" , ponendo l'attenzione sulla novella Il fumo in cui viene rappresentata
la condizione socio-economica dell'isola, dove la gente è inebriata dall'idea di arricchirsi sfruttando
le miniere di zolfo.
 Don Mattia Scala, pensava  di  fare  fortuna  affittando  una  zolfara, pur avendo un legame così
profondo con la terra. Ma la "mala" sorte, come  accade  spesso  per  altri per sonaggi, si accanì 
contro di lui. Il suo animo si risollevò allorquando acquistò  un "appezzamento"  di  terra  al  quale 
dedicava le sue cure. Ma ben presto, fu travolto da un'altra "disgrazia" : l'usura. Allora decide con
grande dolore di cedere quella terra ammantata di ulivi, alla società delle zolfare, dove "garzoni" e
anche fanciulli scavavano ininterrottamente, trasportando  carichi di  zolfo, nelle  stive  dei  vapori 
Inglesi, Tedeschi, Francesi e Greci, senza sapere neppure a cosa servissero. L'affanno ed il sacri-
ficio finalizzato al desiderio di cambiamento, si  vanifica  con il  passare  del  tempo.  I proprietari
delle  zolfare, erano  sempre  più  oberati  dalle  tasse, circondati, inoltre,  da   una   manodopera 
inesperta che causava notevole perdita di zolfo. Gli  unici  guadagni erano dei  mercanti  che  at-
tendevano la "polvere bianca", che inaridiva le colline  un  tempo  coperte da mandorli   ed  ulivi.
Il miraggi del tesoro nascosto  aveva   colpito  molte    persone    che   sognavano     "una nuova 
California", come accade a Simone Lampo  che  investì  tutti  i  suoi denari  nelle   macchine  per 
estrarre lo zolfo, perdendo tutto. La scrittrice, attraverso i personaggi di Pirandello    fa  emergere 
i molteplici aspetti della povertà. Una  povertà  che  investiva  tutti, nonostante  lo slancio nell'inse-
guire le nuove strade dell'industrializzazione.   Le  magre   giornate, spesso,   inducevano  molti  a 
chiedere soldi ad "amici", che non tardavano a divenire degli strozzini, una realtà  che   Pirandello
non aveva percepito pienamente.       Le difficoltà venivano affrontate  dai  più  giovani  attraverso
l'emigrazione verso paesi lontani,    nella convinzione di   andare  incontro  ad  una   vita  migliore
nelle terre d'oltre oceano.      Questo fatto comportava  l'annientamento  dei  legami  con  la terra 
natia, esasperando il dramma delle madri che attendevano di rivedere i loro figli.     La Marocco,
fa riaffiorare la figura femminile attraverso la novella  Lo scialle nero,    come emblema di principi
e onori che non possono essere calpestati.  Eleonora,  la protagonista,  sarà costretta  a  sposare
il figlio di un "vile zappaterra" per un momento  di  debolezza  definito  di  "aberrazione".    Un ma-
trimonio che  diverrà una  tragica   imposizione, e che condurrà la   giovane  sposa  di  Girgenti  a
suicidarsi.  Nel libretto rosso, riappare  il  personaggio  femminile,  in uno  scenario  quasi   invero-
simile, di povertà, dove la donna   "si sfoga  a  far  figli"  e  spesso  non  tutti  i  nascituri  riescono
a sopravvivere.     Da queste tristi vicende, si sviluppa la condizione di una donna  che  prospera
di latte,  si  offre di  allattare  un  trovatello  concesso dal municipio, in cambio di un libretto rosso
che serviva  a  percepire  trenta  lire  al  mese per  diversi  anni. Marenga rosa, aveva  ceduto ai
mercanti di stoffa il libretto rosso, in  cambio  di  un  corredo  da  sposa  pari  a 200  lire,  ma il
trovatello  sarà  vittima  di un'amara condizione, quella  di  una  madre disperata che pur essendo
senza  latte  lo  accoglie pur sapendo  che  morirà.    Attraverso questa  carrellata  di  personaggi
Pirandelliani che  vivono  storie  tristi  fatte  di  povertà  e  dure condizioni, la scrittrice ci ha fatto
rivivere uno scorcio di una  Sicilia  alla  quale  lei  si sente nostalgicamente legata dalle sue origini
sicule.
                                                                                            Nicoletta Di Bello
 
Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu